L'introspezione... Questa sconosciuta...

introspezione voice dialogue vignoliIl vocabolario Treccani definisce l’attività introspettiva come Il procedimento di osservazione dei fatti di coscienza, onde il soggetto, riflettendo sulle sue esperienze, assume sé medesimo a oggetto di studio.

Il soggetto diventa oggetto di studio, noi stessi osserviamo noi stessi. L’essere umano inizia a farlo in modo particolare quando entra nell’età dell’adolescenza. E’ lì che inizia a domandarsi chi sono? E trovare la risposta non è affatto facile, un po’ perché fisiologicamente non lo è, ma anche, se non soprattutto, perché la società in cui siamo immersi non ci educa alla conoscenza di sè.

L’educazione alla relazione con se stessi è praticamente lasciata al caso…

Ora, se si pensa che da una buona relazione con se stessi, dipende il proprio benessere, la propria serenità e la propria felicità, direi che abbiamo costruito una società in cui benessere e serenità sono lasciati al caso… E d’altra parte, guardandosi un po’ attorno, non risulta difficile crederlo.

Non c’è da rallegrarsi, ma voglio essere fiduciosa: negli ultimi decenni l’attenzione alla cosiddetta crescita personale è aumentata notevolmente, anche se c’è ancora molto lavoro da fare. Penso che il tempo per la conoscenza di sé dovrebbe essere una cosa data per scontata, come prepararsi il pranzo o la cena e non riservata solo a situazioni particolarmente difficili.

Perché certamente, è importante avere un lavoro e denaro sufficiente a garantirsi la sicurezza materiale, come è importante svagarsi, divertirsi, andare in vacanza, togliersi delle soddisfazioni, ma è altrettanto importante conoscere a fondo la persona con cui trascorriamo assieme tutta la vita: noi stessi.

conoscersi voice dialogue vignoliPerché conoscersi vuol dire imparare a rispettarsi e ad amarsi; vuol dire scoprire i propri talenti, valorizzarli ed esprimerli, anziché metterli da parte; vuol dire saper accogliere le proprie emozioni, anche quelle “negative” e non esserne vittime, vuol dire affrontare gli ostacoli della vita da una prospettiva di occasione di crescita anziché inesorabile sfortuna, vuol dire fare scelte con maggior consapevolezza, in altri termini vuol dire imparare via via a vivere la propria vita in allineamento con ciò che si è, auto realizzarsi e risplendere di ciò che si è.

Facile? No, non lo è. Ma come non è facile acquisire esperienza e competenza nel proprio lavoro o in qualunque altra cosa. Poiché le cose importanti richiedono impegno e dedizione.

Personalmente ho dedicato la vita alla conoscenza dell’anima e del suo linguaggio e continuerò a farlo, non solo perché credo che sia uno dei viaggi più belli ed appassionanti che si possano fare, ma anche perché credo faccia bene al mondo e sono felice di dare il mio piccolo contributo.

Quindi, come dico sempre, se non lo state già facendo, fatelo. Con me e con il Voice Dialogue, se volete, o con qualcun altro e qualche altra tecnica, ma fatelo! Conoscetevi, scopritevi, in tutte le vostre sfaccettature, imparate ad amarvi sempre di più, trovate i vostri punti di forza, allineatevi con la vostra essenza.

Alice voice dialogue vignoliPersonaggio della settimana: Alice, la bambina che non ha avuto paura di saltare oltre lo specchio e di immergersi nel mondo ribaltato dell'anima, nel suo linguaggio simbolico ed apparentemente illogico, dove incontra personaggi più o meno simpatici, che mi piace leggere come incontro con diversi aspetti di sè. Alice dopo il suo sogno non è più la stessa, ha compreso molte cose preziose per la sua crescita e la sua vita, dall'importanza di sapere bene chi sei, all'importanza di sapere bene quello che si vuole, all'importanza di osare sognare l'impossibile e molto altro ancora...

Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo (©2019 Federica Vignoli - Counselor Voice Dialogue)

Buon Natale 2018

natale 2019 vignoli voice dialogue

Per molti anni avevo perduto il senso del Natale. Lo trovavo solo il trionfo di un consumismo assurdo, di corse affannate a fare regali poco sentiti, di vacuità, di pranzi senza senso, in cui sentivo il serpeggiare di molte dissonanze, al di sotto di sorrisi edulcorati... Ad un certo punto ho deciso di andare alla ricerca del significato del Natale. Così... Come in un'avventura, come in un film. E nonostante il disorientamento generale delle persone che avevo intorno, è stata una delle migliori scelte che abbia mai fatto.

Vi ho descritto il come lo scorso anno, quindi non voglio ripetermi. Voglio solo dire che alla fine l'ho trovato, il senso! Sepolto sotto strati di formalità, ma l'ho trovato. E da allora il mio Natale è felice, ovunque io sia, con chiunque io sia, perchè è il mio Natale. Al di là e oltre i credi religiosi di qualunque tipo, il Natale è il giorno dedicato ad una parte preziosissima di noi: quel Bambino Divino che ci rende umani e al contempo Dèi, che ci rende in terra ricchi d'amore

Essere in contatto con quella parte vuol dire essere in contatto con una sorgente di calore interna, inesauribile, benefica. Vuol dire trovarci non uno, ma un milione di significati al Natale, Babbo Natale compreso. :-)

Quest'anno ho riflettuto molto sull'amore raccontato e sull'amore dimostrato. Tutti sanno raccontare l'amore. I social sono pieni di belle parole e cascate di cuoricini.. Ma l'amore c'è solo quando è dimostrato. E di solito è in modo semplice, silenzioso, con un gesto concreto e duraturo, una presenza che è e rimane per sempre. Se l'amore c'è si sente come un vento caldo d'estate e non lascia dubbio alcuno dietro di sè, come una finestra che si apre sul Paradiso.

Purtroppo è raro. Sia sentirlo sia dimostrarlo. La vita umana è per sua natura ed essenza in gran parte esiliata dall'amore..

Voglio ringraziare tutte le persone che sono state e che sono in grado in grado di dimostrarmi amore; se per un attimo o per una vita, non importa, se amici o amanti non importa, se genitori o figli non importa... Grazie perchè l'ho visto e sentito in quegli occhi che si abbassavano per pudore, in quelle parole balbettate, in quell'esserci, forte e delicato al contempo.. Voglio ringraziare me per ogni volta che sono stata capace di fare lo stesso. 

Natale non è il giorno in cui "si deve" essere più buoni. Natale è il giorno in cui ricordarsi che quando riusciamo a sentire e dimostrare amore acquisiamo il potere di creare Paradisi.

Auguro a tutti un Natale 2018 ricco di significato.

Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo (Federica Vignoli - Counsleor Voice Dialogue ©2018)

Il dono di San Tommaso

pregiudizio vignoli voice dialogueIl pregiudizio… Cioè il giudizio “prima”, prima di valutare, vedere, verificare, approfondire, una sentenza anticipata che condanna, senza nessun riferimento certo alla verità.. Attraverso il pregiudizio vedo nell’altro un’ombra che nella stragrande maggioranza dei casi non è neppure un fantasma, ma solo un’ombra, appunto, destinata a dileguarsi istantaneamente con un po’ di luce. Il pregiudizio si nutre di luoghi comuni, generalizzazioni e dicerie, sputa sentenze e appioppa etichette, poco o nulla sapendo della persona o della situazione in questione.

Il pregiudizio comunque è un’arma che usa una parte di noi nel tentativo di proteggerci e difenderci, da qualcuno o qualcosa che ci fa paura, dal diverso solitamente, dallo sconosciuto, dallo screditato dalla morale comune. Il pregiudizio ci tiene al “sicuro”, ma al contempo ci proibisce l’accesso alla conoscenza, ci tiene con lo sguardo basso, impedendoci di vedere l’orizzonte e oltre...

Conoscere questa parte, i suoi meccanismi e le sue ragioni, sapere come tranquillizzarla è importante, perché ci permette di riappropriarci di uno spazio prezioso, quello dell’indagine, della ricerca, dell’approfondimento, della conoscenza.
Va bene, ok, concediamoci il dubbio, anche un po’ di salvifica diffidenza, ma poi verifichiamo, facciamo luce, fughiamo le ombre; non diventiamo degli ingenui creduloni, certo, ma restiamo due toniche sotto al pregiudizio e non stanchiamoci di prendere atto di quel che è, in tutte le sue complesse sfumature.

san tommasoE voglio prendere un esempio dalla mitologia cristiana, a mio parere spesso vittima di pregiudizi (!), il famoso San Tommaso, il discepolo che sul momento non crede alla resurrezione di Cristo, raccontatagli dai compagni. La tradizione infatti non manca di disegnare Tommaso come il testardo, il cocciuto, l’ottuso, l’ultimo della classe, pone l'attenzione solo sulla sua incredulità, ma in realtà egli fa qualcosa di estremamente coraggioso: non si conforma, non crede a ciò che si dice in giro, gli sembra troppo e vuole verificare di persona, vuole essere certo, vuole fare luce. E’ tutt’altro che chiuso ed ottuso, in tal caso avrebbe bollato i suoi compagni come millantatori e se ne sarebbe andato per la sua strada, invece si concede il dubbio, ricerca e verifica. Per comprendere non teme di fare ripetutamente domande nemmeno a Dio in persona. E infine “raccolto il materiale” lo studia e si fa la sua idea, certo, a quel punto della sua fede e di ciò che vorrà dire.

tommaso vignoli voice dialogueTommaso è lo spirito critico che ognuno di noi dovrebbe sempre allenare, è al contempo “metodo scientifico” e connessione col divino, coraggio del proprio pensiero e apertura verso la verità; in questo modo traccia quel sentiero che rende possibile non cadere nel pregiudizio, non cadere nella dabbenaggine, non cadere nella paura di esprimersi e manifestarsi.

Ecco perché credo sia importante conoscere e riconoscere anche questo tipo di energia dentro di sé. E se non lo avete ancora fatto, fatelo, con me e con la tecnica del Voice Dialogue o con qualcun altro e qualche altra tecnica, non importa, ma fatelo, perché credo che l’arte del saper valutare e saper esprimersi rispettosamente faccia bene al mondo.

Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo (Federica Vignoli - Counselor Voice Dialogue ©2018)

Sono come me

vignolidialogoOgnuno di noi porta con sé un bagaglio costituito da corpo e anima. La nostra conformazione fisica e la nostra esperienza di vita. Una miscela unica e irripetibile. Più o meno alti, più o meno bassi, più o meno esili, più o meno robusti, biondi, mori, castani, rossi, pelle scura o pelle chiara, figli unici, con tre fratelli, con dieci fratelli, orfani o figli di re, le combinazioni sono infinite.


Un atteggiamento molto diffuso nei confronti di se stessi è quello di desiderare di essere qualcosa d’altro o come qualcun altro, essere nati in un altro luogo, avere le gambe più lunghe, il naso più corto etc. etc.… Ciò che siamo non va bene, non ci piace. Complice in questo anche il tipo di educazione, spesso basata sul confronto e la moda, che diffonde ideali di bellezza e bravura irraggiungibili, davanti ai quali siamo perdenti in partenza. Tutto ciò va ad ingrassare il famigerato Critico Interiore, di cui ho già parlato in diversi altri post.

gatto vignoli counseling

Siamo o siamo stati tutti più o meno vittime di questo meccanismo semplice e terribile, che ci spinge a disprezzare ciò che siamo e a cercare di assomigliare a qualcuno per sentirci a posto, impresa vana ed inutile, oltreché faticosa, che ci allontana da noi stessi e dalla scintilla divina che arde in noi, alimentando bassa autostima, demotivazione, inappagamento, apatia etc. etc.

C’è chi si addormenta in questo torpore, credendosi non adatto, non all’altezza, collocandosi in una posizione di inferiorità, magari aspettando qualcuno dall’esterno, che non arriverà mai (o qualora arrivasse non sarebbe creduto), che lo approvi e lo faccia sentire ok. C’è chi si ostina a voler essere qualcos’altro, ricorrendo a complicati stratagemmi, cadendo spesso nel patetico. E c’è chi, stanco di queste fatiche, di queste frustrazioni e insoddisfazioni, decide di cambiare rotta.

Cambiare rotta significa fermarsi e iniziare una nuova relazione con se stessi. Significa guardarsi obiettivamente, con lucidità e senza giudizio, riconoscendo i propri talenti, i propri punti di forza e gli aspetti che sono da migliorare e potenziare. In altri termini smettere di voler essere qualcosa di diverso e prendersi cura di ciò che si è. Perché non è importante che tu sia una quercia o un cespuglio, l’importante è che tu fiorisca! All’inizio può non sembrare facile, ma con un adeguato lavoro può diventare semplicemente una buona abitudine, che ci spinge alla crescita anziché alla stagnazione e alla decrescita.

gabbianella vignoli voice dialoguePersonaggio della settimana: la Gabbianella della famosa storia di Sepulveda La Gabbianella e il Gatto. La Gabbianella, cresciuta da una comunità felina della città, fino ad un certo punto crede di essere un gatto, vuole essere un gatto, ma poi, inevitabilmente, si accorge di non esserlo e che mai potrà esserlo. Certo, questo le porta una crisi, perde i punti di riferimento, non sa più chi è, non sa cosa fare, si arrabbia e si dispera, ma infine ha il coraggio di guardarsi ed ESSERE. Lei non è un gatto, è un gabbiano, che può e DEVE volare, quindi, con l’aiuto di chi le vuole bene, si impegna per essere al meglio quello che è, riuscendo così a spiccare il volo.

E tu? Stai mettendo le tue energie nel cercare di essere quello che non sei o nel valorizzare al massimo quello che sei? …

Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo (© Federica Vignoli Counselor Voice Dialogue 2018) 

Halloween e la Morte

halloween 72939 1280La festa delle streghe, la ricorrenza dei morti... Questo periodo dell'anno ci mette in contatto con la dimensione "autunnale" della vita, quella della disgregazione, della fine, di un ciclo che si conclude. Della Morte, non solo fisica, ma simbolica, di quel che chiude, ma nel medesimo istante apre nuove prospettive.

La Morte, la Fine è sicuramente l'istanza più terrifica con cui l'essere umano si trova a confrontarsi. E' lì, sempre presente, in ogni istante della vita. Ogni attimo che consumiamo è vissuto ed è morto immediatamente dopo; divoriamo la vita che ci avvicina ogni istante alla fine. Generalmente non siamo educati all'accettazione di questa dimensione, tendiamo a volerla dimenticare ad ogni costo, celebrare solo la giovinezza e la forza, senza dare valore al passaggio ad altro.

La Fine in senso lato. Fine di un progetto, fine di una relazione, fine di un periodo, fine di un ciclo di lavoro. Triste? Sì, certo. Come potrebbe essere altrimenti? Ma necessario. Accettare questa ineluttabilità, accettare di lasciare andare ciò che ha fatto il suo corso e che non serve più è paradossalmente vivere intensamente e profondamente. E aprirsi al nuovo, al cambiamento che è in atto e che presto darà i suoi frutti. La Morte semina il terreno come un frutto che cade.

old man 2803645 1280Giungere a lasciare andare chi ha varcato la soglia prima di noi è terribile, ma salvifico. Ci consente di continuare ad esistere in modo nuovo. Di relazionarci a queste anime in modo nuovo, se lo crediamo possibile. Pur tuttavia parti di noi tendono a rimanere attaccate a qualcosa che non c'è più e a struggersi di malinconia. Possiamo essere di aiuto a queste parti di noi. A noi stessi. Rassicurandole nel lasciare andare, con la coscienza dell'ineluttabilità, certi di rivedersi sotto altre spoglie.

Senza Fine, senza Crisi, senza trapasso non vi è metamorfosi. Spesso non è la Fine di qualcosa che non riusciamo ad accettare, ma il Nuovo che c'è dopo: non riusciamo a vederlo come ampliamento...

Quando ero piccola io la festa di Halloween non c'era. Era parte solo della lontana America. Quando ritornò l'accolsi con un po' di diffidenza, temendo la solita operazione commerciale. Ora sono contenta perchè, inevitabile operazione commerciale a parte, riverbera con il suo mitico significato nella coscienza di tutti noi. Nella notte di Halloween ognuno di noi "diventa" la Morte, incarna quel distruttore indispensabile ad ogni crescita, sente e sa che nascere e rinascere è passare necessariamente attraverso un collo di bottiglia. 

halloween vignoliStanotte la esorcizziamo la Morte, la prendiamo un po' in giro, danziamo e ridiamo con Lei, cosicchè possiamo temerla un po' meno, per quanto può esserci possibile. Preparandoci poi ad onorare i nostri avi.

Buon Halloween a tutti!

Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo (© Federica Vignoli   Counselor Voice Dialogue 2018) 

 

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