Riflessioni sull'Amore

animacinqueLo avevo promesso, avrei parlato d’amore. Un argomento vasto come l’infinito e al contempo semplice come un sorriso. Sull’amore si possono scrivere enciclopedie, come il solo verso di una poesia. Non farò né l’uno né l’altro. Semplicemente butterò giù alcune mie riflessioni, derivate dalla mia esperienza personale e dalla mia esperienza lavorativa.

Tutti abbiamo bisogno d’amore, tutti lo cerchiamo. Anche l’uomo più rude e brutale, sotto sotto sotto, ha un nucleo della personalità che agogna ad una dimensione d’amore. Ma siamo approdati in un pianeta in cui l’Amore è la merce più rara e preziosa in assoluto. Non l’oro, non il petrolio, l’Amore.
Una delle frasi più celebri di Jim Morrison dice: Andrò sicuramente in Paradiso perché il mio Inferno è qui e ognuno di noi sa che cosa voleva dire.

amore vinoli counselorSe boschi, cieli e mari sono diventati immondezzai, se ci sono mafie, corruzioni, dittature e guerre, pedofilia, assassinii… violenze di ogni genere e per ogni gusto, il motivo, all’origine, è uno solo: mancanza di Amore. Quasi banale dire che se l’Amore regnasse, tutto questo magicamente sparirebbe, l’amore per la vita, per la Natura, per piante ed animali, l'Amore per l'arte, per il proprio habitat, per i propri simili e... puff… Ecco che ritornerebbe improvvisamente l’Eden.

Ma non ci è dato. L’Eden lo abbiamo perduto. Con ciò non voglio in alcun modo addentrarmi in faccende religiose, solo osservare la realtà: se un Eden c’era lo abbiamo perduto, oppure non lo abbiamo mai avuto. Pur tuttavia ne conserviamo il feroce e struggente ricordo, il quale ci spinge alla spasmodica ricerca di quella Magia, che molto spesso non troviamo, ma qualche volta sì.

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Ci è dato scorticarci mani e piedi percorrendo deserti rocciosi prima di arrivare alla Valle Incantata. Perché l’Amore, quello vero, dobbiamo scovarlo, comprenderlo, conoscerlo, impararlo, agirlo, crearlo. E per fare questo ci vuole una buona dose di coraggio. Il coraggio di guardarsi dentro, amarsi per quello che si è, prima di tutto, perché altrimenti, si sa, è difficile amare anche il prossimo. Poi il coraggio di guardare l’altro, accogliere l’altro, senza perdersi nell’altro.

In caso contrario ci accontentiamo di esercizi d’amore . Relazioni basate sulla dipendenza e il mutuo soccorso, in cui “non si può fare a meno dell’altro”. Se inizialmente può apparire così bello accudire e sentirsi accuditi, finirà presto per diventare un divorarsi reciprocamente a furia di accuse e pretese.
Relazioni, anche stabili, in cui ognuno pensa liberamente a sé e ci si incontra a cena per scambiare quattro chiacchere: ci sono due IO, ma non esiste un NOI.

E poi c'è tutto quello che spesso viene chiamato amore, ma che amore non è. Non è Amore il sesso, benché possa essere fatto CON Amore, non è Amore la smanceria, la leziosaggine, un teatrino inconsistente di cuoricini, benchè possano far parte dell'Amore, non è Amore il possesso…

animaquaL’Amore è al contempo la cosa più conosciuta e più sconosciuta: quando c’è non vi è dubbio alcuno, non si vede, ma si sente come si sente di essere vivi. Arriva come un’ondata calda e nutriente, autentica, incontaminata, indistruttibile, tangibile, forte.
Accade quando vi è presenza, ma non dipendenza, libertà, ma non distanza, stabilità, ma non routine, gioco, ma non infantilismo, attenzione, ma non soffocamento… Accade quando ci sono IO, ci sei TU e ci siamo NOI. Che siamo padre e figlia, nonna e nipote, amico e amico, marito e moglie, non importa, siamo in una profonda e rispettosa interconnessione, che genera un armonia celeste. Perché sì, in quel momento abbiamo conquistato l’Eden.

Con l’augurio che per l'umanità l’Amore possa essere sempre meno raro.

Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo (©2018 Federica Vignoli - Counsleor Voice Dialogue) 

Lo sai di avere vinto?

resilienzaPer fortuna, molto più spesso di quanto si creda, nonostante tutto, nonostante prove molto molto difficili, nonostante avvenimenti dolorosi o dolorosissimi, non soccombiamo, ce la facciamo, siamo qua. L’erba nasce in mezzo all’asfalto, l’albero deve a volte la sua bellezza al vento che lo ha piegato. Lungi da me il voler minimizzare i problemi o sottovalutare gli sforzi, quello che però è anche importante riconoscere è la propria capacità di adattarsi, reagire, sopravvivere. Cioè la propria capacità di essere resilienti, di ritornare integri dopo un forte colpo.
Nell’affrontamento della realtà che ci troviamo davanti sviluppiamo molte delle nostre abilità, impariamo ciò che ci serve. Lo impariamo con fatica, è vero, con lacrime e sudore, ma infine lo impariamo, perché la vita non ci molla fino a che non lo abbiamo imparato, dovessimo impiegarci dieci vite; come se volesse quello, proprio quello da noi..

resilienzavoicedialogueSe siamo davanti alla sfortuna abbiamo solo due possibilità: o farci schiacciare e alienare o trasformarla in qualcosa di buono per noi. Facile? Assolutamente no, ma possibile. Infatti molti esseri umani lo fanno. Magari si lamentano, magari imprecano, magari piangono e gridano, ci sta, ci sta tutto, ma alla fine lo fanno. E da lì nasce la loro forza, a volte anche la loro missione. Tanto che alla fine arrivano perfino a considerare una fortuna tutte le difficoltà che hanno dovuto attraversare.

Ci sono parti di noi in grado di resistere, di proteggere come meglio possono le parti delicate e sensibili che da sole non sopravviverebbero e di raccogliere infine frutti, dare un significato a tutto quanto. C’è chi ha subito violenze terribili e infine ha creato realtà in grado di essere di aiuto a chi subisce le stesse violenze, solo per fare un esempio.
Sì, è possibile. Trasformare il piombo in oro, come dicevano gli alchimisti.

Rocky resilienza voice dialogueIl personaggio della settimana è Rocky Balboa. Non che sia particolarmente appassionata di pugilato, anzi per nulla direi, ma Rocky non è solo un pugile. Rocky non vive in un ambiente facile, non vive una vita facile e quando gli arriva la sfida del campione del mondo sa di non poter vincere… Poteva rinunciare, rinchiudersi nel pessimismo, nella rassegnazione, nel disfattismo, ma non lo fa. Decide di fare quello che era in suo potere fare: resistere. Essere resiliente. E in questo riesce, perché questo è in suo potere. Tumefatto e sanguinante rimane in piedi fino al quindicesimo round. Sulla carta non vince, Apollo Creed rimane il campione del mondo, ma di fatto il vero vincitore è lui: ha cambiato la sua vita per sempre. Ed ecco perché diventa mito.

Sì, ognuno di noi, lo so, ha una parte che almeno una volta si è comportata come Rocky: sapeva di non poter vincere, ma è rimasta in piedi, nonostante tutto contro, tutti contro, nonostante le botte. Di fatto vincendo. E sarebbe così importante conoscerla e onorarla, perché proprio lì c’è il seme del potere personale e della capacità di manifestare la propria essenza. L’autostima cresce se, oltre a valutare quel che non si è fatto, si riconosce valore a tutto quel che si è fatto.

Buona resilienza a tutti

Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo (©2018 Federica Vignoli – Counselor Voice Dialogue)

Unici e irripetibili

unici vignoli voice dialogueSiamo tutti unici e irripetibili, perchè affannarsi ad essere normali? Già...

Gli Stone, i due psicoterapeuti americani, ideatori del Voice Dialogue, l'hanno definita impronta psichica, quella particolare, originale, specifica miscela di caratteristiche che, per quanto possa assomigliare a quella di qualcun altro, familiare o no, non sarà mai uguale a quella di nessuno. Al pari di un'impronta digitale.

Ognuno nasce con un prezioso bagaglio, suo e solo suo. Che dovrebbe essere valorizzato e apprezzato fin da subito, ma che purtroppo, viene in realtà fin da subito messo a confronto e giudicato, secondo i parametri di valore della famiglia, della cultura, della società in cui si vive. Ecco che così, se sono un bambino riflessivo ed introverso, mi trovo ad avere meno valore di mio fratello o del mio compagno di classe espansivo e spigliato, in un ambiente in cui sono più apprezzate queste ultime qualità... Ed ecco che così la mia autostima sarà minata molto presto.

Per un aspetto o per un altro, in modo più o meno intenso, questo capita però a tutti. L'impatto con l'ambiente in cui ci troviamo dopo la nascita non riuscirà mai a soddisfare in tutto e per tutto i nostri bisogni, tutti ci troviamo a sperimentare il disagio e la fustrazione. A chi non è mai capitato di sentirsi incompreso, deluso, solo, tradito...? Si può dire che, lo si voglia o no, questo lato poco piacevole fa parte dell'esperienza umana

Schematizzando si potrebbe dire che tutta la prima parte della vita è spesa ad allontanarsi dalla propria essenza, a seppellirla sotto strati di giudizi, in una parola a "perdere se stessi", nel tentativo di adattarsi all'ambiente circostante, farsi accettare, intessere relazioni etc.

divina commedia vignoli voice dialoguePoi, "nel mezzo del cammin di nostra vita" ci si ritrova inevitabilmente in quella selva oscura che noi stessi ci siamo creati e in cui ormai ci siamo perduti: accade qualcosa per cui non si capisce più nulla, tutti i punti di riferimento che avevamo crollano e siamo chiamati a cercarne e costruirne dei nuovi. E' un momento faticoso, ma di un'importanza cruciale. Il nostro Dante di questo viaggio ne ha saputo fare un'opera eterna, comprendendo la necessità di giungere infine fino alla propria essenza divina, attraverso il proprio "inferno" e la presa di coscienza di sè.

Credo che alla fine questo sia il primo e unico compito importante di ogni essere umano. Tutto il resto è un fronzolo. Se si guarda in faccia a se stessi forse all'inizio può non essere piacevole, ma poi, a mano a mano che la nebbia si dirada, si arriva a vedere e sentire quella luce, quella fiammella eterna che arde dentro ognuno di noi e che vuole risplendere anche qui, sulla terra.

Occorre scrollarsi di dosso quegli strati di giudizi e pegiudizi che abbiamo costruito verso noi stessi, sviluppare uno sguardo apprezzante e amorevole verso noi stessi, percepire il proprio valore, imparare a scegliere secondo coscienza, accettarsi per quello che si è, viversi quello che si è, manifestare quello che si è, perchè quello che si è, per quanto imperfetto, perchè umano, è perfetto esattamente così come è. Ciò che quindi ci darà la direzione sarà la nostra mente, il nostro intuito, il nostro cuore, il nostro sentire e non quello che il mondo circostante dice di noi o vuole da noi.

hands 1926414 1280Non vi è alternativa: se lo faccio conquisterò il mio Paradiso, se non lo faccio resterò incastrato in qualche angolo di me.

E' il viaggio dell'Eroe, è ciò a cui l'anima anela, è portare a termine, è dare un senso al principio e alla fine, è nascere puri e morire saggi.

Buon cammino a tutti

Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo (©Federica Vignoli - Counselor Voice Dialogue 2018)

Se sei triste, non preoccuparti

tristezzavoicedialoguevignoliCome viversi serenamente la tristezza? … Che bel paradosso eh?
Dopo le riflessioni della settimana scorsa sulla felicità, mi viene spontaneo far seguito con riflessioni sulla sua “antagonista”, la tristezza, una delle cosiddette emozioni negative. Negative, si sa, perchè ciò che si prova non è piacevole, il sapore è sgradevole, tuttavia... estremamente utile e significativo. La tristezza, al pari del dolore fisico quando ci si fa male, è infatti una spia che sta indicando qualcosa che non va; la tristezza è l’anima che sta suonando il suo campanellino d’allarme.


pink rose on empty swing 3656894 1280Ora, che cosa si fa quando la nostra pelle entra accidentalmente in contatto col fuoco?... O quando ci si ferisce in qualsivoglia altro modo?... Ci allontaniamo alla velocità della luce dalla sorgente del dolore e ci andiamo a prendere cura di noi. Più che scontato.
Eppure, quando questa cosa succede alla nostra anima, non facciamo lo stesso. Quando ci sentiamo tristi o arrabbiati, nella stragrande maggioranza dei casi cerchiamo una distrazione, anche perché questo è quello che spesso ci viene suggerito anche dall’esterno: “non ci pensare”; “vai a fare un giro”; “fai un bel sorriso”; “ascolta un po’ di musica”… Il che spesso equivale a lasciare la propria pelle sul fuoco, mentre ci si sforza di distrarsi e non pensare a quel che si sente.

Sforzarsi di stare bene, di pensare positivo ad ogni costo, come va tanto di moda ora, non fa che creare una gioia finta, edulcorata e patinata. Non farà andare via la tristezza, anzi. Perchè anche questa emozione fa parte dell'essere umani e non la si può prescindere. Sì, sto proprio dicendo che anche la tristezza ha un valore e doni da portare, se solo si vuole scoprirli.

tristezza 300x169Tutto questo è descritto magistralmente nel film Inside-out, ecco perchè il personaggio letterario della settimana non può che essere lei, Tristezza, la parte più sensibile e dolce di Riley. E' Tristezza che rende Riley capace di entrare in connessione con gli altri, di dare e ricevere e solo quando anche Gioia lo scoprirà, tutto sarà diverso...

Non sto dicendo che sia bene indugiare nella malinconia, impaludarsi e lamentarsi, sarebbe solo l’altra faccia della medaglia: piangere per quel che si prova, continuando a fuggire dal problema vero.

tea 381235 1280E allora? Allora sarebbe opportuno, quando si è tristi, fermarsi, ascoltarsi, sentire, comprendere i propri bisogni e cercare un modo per soddisfarli. Allontanarsi dal fuoco che ci ha bruciato e prendersi cura di sè. Ah! Quanto poco le nostre tradizioni ci educano a questo… Mi auguro che un giorno non troppo lontano diventi invece prassi diffusa.

In altre parole non temere le emozioni negative, al contrario prestare loro grande attenzione, perché esse non sono affatto dei mostri, ma dei messaggeri dell’anima che stanno cercando di dirci quello di cui abbiamo bisogno.
Sono innumerevoli i motivi per cui possiamo sentirci tristi e possiamo scoprirli solo se prestiamo attenzione a noi stessi ascoltandoci; una volta compreso il perchè sapremo che cosa fare per noi, a volte basta anche poco: magari sia ha solo bisogno di riposo o di un abbraccio che possiamo chiedere a chi ci ama.

Insomma fuggire dalla tristezza vuol dire fuggire da una parte preziosissima di sè, è perdere dei pezzi di sé per strada, allontanarsi dalle proprie esigenze, più o meno profonde, è è alimentare un circolo vizioso, che anziché diminuire il malessere, la farà aumentare o, peggio, crescere indisturbato senza che sul momento ce ne accorgiamo.

Dunque se siete tristi prendetevi per mano, come farebbe un adulto amorevole con un bambino.

Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo. (Copyright ©2018-Federica Vignoli - Counselor Voice Dialogue)

Innamorati di Te!

mandala 2481477 1280Perché ho scelto di fare questa professione? Perché l’interiorità, l’anima e l’essenza sono la cosa più importante. Perché sono l’origine, la sorgente, il punto di partenza. Perché non c’è nulla che possa farci stare bene se la nostra anima non sta bene. E perché generalmente è la dimensione più trascurata… Anche se “lavorare su di sé”, è un’espressione che negli ultimi anni si sente pronunciare spesso, in modo più o meno opportuno.

Lavorare su di sé… Ma cosa vuol dire precisamente? Come ogni locuzione può avere diverse sfumature di significato. Beh, io, sia personalmente, sia professionalmente, intendo il “lavorare su di sé” come “il relazionarsi con sè”. La relazione con se stessi è la cosa più importante e più difficile con cui ogni essere umano, volente o nolente, si deve confrontare. Eppure, incredibilmente, nella nostra società è ancora una delle cose a cui si dà meno valore. Il che vuol dire dare poco valore alla propria anima. Il che vuol dire dare poco valore alla vita…Gli effetti di questa disattenzione si vedono ovunque: sono davvero tanti i luoghi in cui non c’è anima e dove quindi regnano brutture di ogni tipo. 

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“Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta la vita” recita un famoso aforisma di Oscar Wilde, ed è vero. E’ l’amore verso se stessi che crea una vita soddisfacente, relazioni soddisfacenti, realizzazione, nessun altra cosa. E, generalmente, nessuno ci insegna a fare questo. Anzi, ciò che solitamente si insegna è ad amare l’altro e a trascurare se stessi… Con il risultato che parti dentro di noi vivono nella tristezza, nelle lacrime, nell’autosabotaggio, nella rassegnazione, nella frustrazione, nell’insoddisfazione…

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Lavorare su di sé è quindi relazionarsi con se stessi per conoscersi (perché solitamente non lo sappiamo proprio che cosa accade dentro di noi) e costruire una nuova relazione con se stessi, virtuosa e amorevole.

Inoltre persone serene vanno a formare società serene.

Quindi fatelo prima di tutto per voi, poi per i vostri figli, per i vostri cari, per l’ambiente in cui vivete, per la Natura, per il mondo: amatevi e se non vi amate, imparate a farlo, oggi è più facile di un tempo, perché diverse conoscenze sono alla portata di tutti: ci sono tante tecniche e tanti percorsi di vario tipo.

adult 3373907 1280Attraverso il Voice Dialogue potete avere la possibilità di conoscere tutte le sfaccettature di cui siete fatti e guardarle, cioè guardarvi, con occhi completamente diversi da come vi siete guardati fino ad ora. Questo è il modo che vi posso offrire io.

Ma non sto dicendo che dobbiate seguire necessariamente questo.
Sto dicendo solo: lavorate su di voi, sì, riservate uno spazio per fermarvi e guardarvi dentro, per respirare, capirvi, sostenervi. Non state solo ad occhi aperti, protesi nel mondo fuori, a cercare nel mondo fuori, concedetevi anche di stare ad occhi chiusi per esplorare l’universo dentro.

i love myself 417267 1280Forse scappate da questa dimensione perché appena rimanete in silenzio non sentite altro che un coro di voci contrastanti, illogiche, enigmatiche e disorientanti? E’ normale. E’ solo una conseguenza del fatto che non hai appreso il “linguaggio dell’anima”, come relazionarti con essa, come muoverti all’interno di questo mondo sconfinato. Ecco, allora, puoi imparare questo linguaggio, puoi trovare la mappa che più ti piace per orientarti, puoi trovare la persona che più ti piace per farti inizialmente guidare.

In ogni caso fallo: innamorati di te!

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