
La perdita dell’anima è forse la più grande tragedia umana
Thomas Moore
L’Anima al centro
Prima di parlare di chi sono, cosa faccio e come lo faccio, voglio fare una premessa importante sulla prospettiva da cui tutto prende origine.
Uso la parola Anima. Non nel senso religioso del termine, ma per indicare quell’essenza viva e sensibile, originale e autentica dell’essere umano. Qualcosa che non si lascia definire completamente, ma che, nel bene o nel male, possiamo percepire con chiarezza quando le siamo vicini o lontani.
Per adattarci, sopravvivere, essere accettati, spesso impariamo a soffocare parti di noi, pezzi d’Anima. Molte sofferenze nascono proprio da questo allontanamento.
Mi guardo attorno nel mondo e ho spesso la sensazione che l’Anima venga lasciata all’ultimo posto. Come se ci fosse sempre qualcosa di più importante, in uno sbilanciamento che finisce inevitabilmente per portare con sé vuoto e distorsione. Come se si potesse cancellare. Eppure è incancellabile.
Per questo sento così importante impegnarmi ogni giorno per tenere l’Anima al centro. Nel mio ambito e con le mie parole ho scelto questa espressione. Jung, nella sua grandezza, parlava di fare anima.
Tenere l’Anima al centro significa non vivere soltanto con lo sguardo rivolto all’esterno. Significa ascoltare ciò che si sente, dare spazio alla propria interiorità, riconoscere che anche le crisi, le lacrime e i passaggi difficili possono contenere un significato. Significa nutrire amorevolezza verso se stessi.
Ma significa anche qualcosa di più ampio. Custodire ciò che dà senso e profondità all’esperienza umana: la bellezza, la cultura, la memoria, il pensiero, il buon senso …. Comprendere il valore della filosofia, della poesia, dell’educazione, di una buona scuola, di un linguaggio ricco e vivo. Significa avere cura delle persone, degli animali, dei luoghi e della storia che portano … Difendere tutto ciò che impedisce alla vita di diventare soltanto funzione, velocità e consumo.
Lo scopo del mio lavoro non è “aggiustare” le persone, ma aiutarle a ritrovare contatto con ciò che dentro e fuori di loro chiede ascolto, espressione, attenzione e riequilibrio. Una strada che da molto tempo percorro io stessa, sperimentandone i benefici, e che per questo propongo anche agli altri.
Il Voice Dialogue è lo strumento principale di cui mi avvalgo per sostenere questo processo, ma non è il fine. Anche il lavoro con la voce, le fiabe o i sogni nasce dalla stessa radice.
Tenere l’Anima al centro significa proteggere il valore di ciò che porta, sia interiormente sia esteriormente, anche in una realtà che spesso spinge altrove.