Voice Dialogue o Dialogo delle voci porta in evidenza le nostre parti

Seconda stella a destra, questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino…
Edoardo Bennato

Il Voice Dialogue: una mappa per il viaggio interiore

Il Voice Dialogue è uno strumento di conoscenza di sé, basato sull’idea che l’interiorità umana non abbia un’unica forma, ma sia composta da molteplici aspetti.
Non abbiamo un solo “volto”, ma tanti. A chi non è mai capitato di sentirsi, in momenti diversi, forte come un guerriero e fragile come un bambino? Oppure sicuro e deciso… e poco dopo incerto, confuso?

Questi aspetti, o “Sé”, convivono dentro di noi e spesso guidano il nostro comportamento in modo automatico. Nel corso della vita infatti, per adattarci all’ambiente, tendiamo a svilupparne di più alcuni rispetto ad altri. Un gruppo di Sé diventano così predominanti, mentre altri vengono messi da parte, soffocati o ignorati.

Questo può generare conflitti interiori più o meno intensi: insoddisfazione, senso di lacerazione, rabbia, giudizio verso se stessi o verso gli altri.

Portare alla luce questi conflitti significa iniziare a comprenderli. E comprenderli apre la possibilità di trasformarli.

Effetti

Il Voice Dialogue attiva un dialogo chiaro e strutturato con se stessi, inteso come dialogo con le proprie parti. Attraverso questo processo diventa possibile:

– riconoscere ciò che accade dentro
– appianare i conflitti fra parti
– dare voce a aspetti spesso ignorati
– comprendere i conflitti interiori
– ampliare le possibilità di scelta
– accedere a nuove risorse

Ogni parte viene vista e ascoltata. Questo porta a una conoscenza più profonda di ogni criticità e all’apertura di nuove possibilità di affrontamento delle situazioni. Si consolida una posizione al di sopra delle parti per cui non saranno più le parti a decidere e a guidare, ma un centro molto più consapevole e libero di scegliere.

In altri termini si alimenta un nuovo potere creativo e a mano a mano si diventa sempre più registi della propria vita.

Origine

Il Voice Dialogue nasce negli anni ’70 del secolo scorso grazie ai due psicoterapeuti americani Hal e Sidra Stone.

Osservando la loro esperienza personale e professionale, intuiscono che l’essere umano è composto da diverse “sub-personalità”, ciascuna con caratteristiche precise. Da questa intuizione elaborano la Teoria della Psicologia dei Sé, secondo la quale la psiche non è “monofonica”, ma “stereofonica”:
un sistema complesso di “voci” che convivono e si esprimono, come attori su un palcoscenico.

Dalla teoria alla pratica gli Stone mettono a punto un metodo, battezzato appunto Voice Dialogue (Dialogo delle Voci), attraverso cui le voci possono emergere e farsi conoscere direttamente, nella loro interezza.

La visione dell’animo umano come multiforme e dinamico non appartiene solo agli Stone. È stata espressa, in forme diverse, da poeti, scrittori, filosofi e da numerose correnti psicologiche.

Agli Stone va però il merito di avere trovato un modo concreto per entrare in relazione con questa molteplicità, farne esperienza diretta e portarla nella vita quotidiana, senza il filtro interpretativo di una teoria astratta.

Diffusione

Data la grande capacità di trasformazione, il Voice Dialogue si è diffuso dagli Stati Uniti in Europa e in molti altri paesi, trovando applicazione in numerosi ambiti: dalla psicoterapia al coaching, dal lavoro corporeo alle arti, dalla psicogenalogia al management e così via.

In Italia si è sviluppato a partire dagli anni ’90, con la nascita di alcune scuole, associazioni e percorsi formativi dedicati.

Al fine di tutelare gli utenti da applicazioni non adeguate e consone del metodo i coniugi Stone, assieme ad gruppo di altri professionisti, hanno definito i criteri di qualità dell’applicazione del metodo, redigendoli nel Documento I.V.D.A. – Accordo Internazionale Voice Dialogue.

Se stai attraversando una notte senza stelle, sarò lieta di accompagnarti verso l’aurora.

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