Ho visto contadini felici e falegnami felici, ho visto madri felici e insegnanti felici, ho visto artisti felici e imprenditori felici, ho visto anche badanti felici e netturbini felici…

E poi…. ho visto contadini infelici, falegnami infelici, madri infelici e insegnanti infelici, artisti infelici e imprenditori profondamente infelici, badanti infelici e netturbini infelici…

È tutt’oggi molto radicata l’idea che se sei ricco e famoso non puoi non essere felice. Ed ecco quindi la corsa compulsiva alla popolarità, ai like, ai followers, al denaro al primo posto. Una corsa affannosa verso una presunta felicità, nonostante ci siano tante persone la cui situazione mostra quanto la soddisfazione, la realizzazione, la pienezza non dipendano affatto né dal successo né dal denaro, un famoso esempio è Vittorio Gassman, con la sua depressione, che, come è noto, lo ha tormentato per tutta la vita.

Dunque? Occorre andare verso il ritiro e verso la povertà? Improvvisamente tutti francescani? No, no, no, non si tratta di questo. Non si tratta di fare qualcosa, ma di essere qualcosa.

Essere e poi fare
fare ciò che si è
ciò che si ama
mettere le energie lì
amare quello che è lì
dare valore a quello che è lì
innaffiare quello che è lì
per fare fiorire quello che è lì.

Allora non ti importerá nulla di essere un cespuglio o una quercia, la cosa importante è solo fiorire, mostrare ai passanti i tuoi colori, sprigionare il tuo profumo e dare ciò per cui sei nato. E stai certo che ci sarà qualcuno disposto a pagare per avere i tuoi fiori.

Com’è quella famosa frase? “Il segreto non è correre dietro alle farfalle, ma curare il tuo giardino perchè vengano da te” (Mario Quintana), ecco, sì, si tratta di questo, di uscire proprio dalla logica di rincorrere farfalle e spostarsi altrove. E a curare il proprio giardino si può iniziare da subito, se non si è ancora iniziato, da piccole cose che poi potranno crescere, potranno crescere così tanto da portare cambiamenti che non avresti mai immaginato.

Significa non fare scelte per compiacere il prossimo o per convenienza, significa fare scelte allineati al proprio essere, così spesso relegato invece in un angolo. Significa ritenere ciò che si è di egual valore rispetto a quello che chiede il prossimo, significa godere di ciò che si è tanto da poter anche rinunciare all’apprezzamento altrui. Non facile, ma possibile e alla base di ogni realizzazione e soddisfazione.

Vittorio Gassman non voleva fare l’attore, lo fece perchè lo voleva sua madre…

Buon cammino!

©Federica Vignoli 2024 – Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo