Ah, lo sappiamo, quando inizia una relazione tutto è… magnifico, ci sembra si siano spalancate le porte del Paradiso e che nulla di male ci possa più accadere… Ma sappiamo anche, soprattutto chi ha qualche anno in più, che prima o poi le difficoltà si presenteranno. No, non è per fare l’uccellaccio del malaugurio, ma per guardare le cose come sono. E’ normale e fisiologico: come individui ci portiamo dietro parti irrisolte, che inevitabilmente porteremo anche nella relazione. Pur tuttavia, sia come individui singoli, sia come coppia, abbiamo il potere di trasformare i momenti difficili in occasioni di ampliamento e crescita, se lo vogliamo.

La solidità di una relazione dipende davvero dalla capacità e dalla volontà che i due hanno di guardare i lati ombra, sia propri sia della relazione, per conoscerli, gestirli, affrontarli e sperabilmente farvi pace. Se si conosce il drago e sappiamo come si comporta, sarà più difficile che possa sferrare i suoi attacchi distruttivi, anzi, riconosciuto e compreso può inaspettatamente portarci molti doni. E’ solo che molto difficilmente lo facciamo: non siamo educati a questo..

La società che ci sta alle spalle aveva strutturato tutta una serie di regole per tenere i draghi nascosti e mantenere in piedi almeno lo scheletro della relazione. Questo ha funzionato per un tempo incredibilmente lungo. Ma oggi non funziona più: le rivoluzioni sociali e culturali della seconda metà del 900 hanno scardinato profondamente le regole e i valori patriarcali: oggi le coppie non vogliono perdere la sostanza della relazione, non vogliono stare insieme solo per obblighi e doveri, ma non sappiamo ancora bene come si fa, lo andiamo via via imparando adesso.

La coppia è in crisi. Sì, è vero è in crisi. Ma credo che in generale, a livello affettivo, lo sia sempre stata, adesso è solo venuto alla luce del solei e abbiamo desiderio e bisogno di trovare nuovi modi di comunicare e stare assieme, quelli “vecchi”, che ci proponevano di “lasciar perdere, far finta di non sentire, non badare, non ascoltare.. etc. etc.” non ci piacciono più.

Il Voice Dialogue offre uno schema di lettura della relazione che ha il potere di rendere chiara l’origine di molte difficoltà e di individuare il drago con cui “fare amicizia”, oltre che le risorse e i punti di forza. Lavorare in coppia con questa tecnica, quella che principalmente uso come counselor, vuol dire armarsi di santa pazienza, per comprendere a fondo le nostre dinamiche interiori e quelle riflesse nella propria coppia, vuol dire impegnarsi per comprendersi profondamente. Facile? No. Se cercate un lavoro facile non è questo, non è con me. Ma possibile, arricchente e a tratti divertente.

Io credo che ogni coppia, come ogni individuo, meriti l’atto d’amore di essere compreso a fondo, poi possiamo anche lasciarci, non è detto che si debba stare insieme per forza, ma facciamolo comprendendoci.
In ogni caso il mio invito è sempre di non aspettare di essere, concedetemi l’espressione, “alla frutta”, ma di prendersi cura della propria relazione, oltre che di se stessi, alle prime avvisaglie di malessere: più l’accumulo di rabbie e frustrazioni è grande più diventa difficile lavorare insieme.

Personaggio della settimana, lui, il Piccolo Principe, quel piccolo bambino che, a differenza degli adulti, sembra avere la saggezza di riflettere e comprendere come superare di volta in volta le difficoltà delle sue relazioni, con la sua rosa scorbutica, la sua volpe e gli altri suoi compagni di viaggio. Perchè sì, se si perde il contatto con quella particolare parte bambina, molto più profonda e saggia di quel che si pensi, si perdono curiosità, creatività, senso della meraviglia, voglia di conoscere, di esplorare, di comprendere, capacità di cogliere le cose nell’essenza, nella loro profonda semplicità… Qualità essenziali per poter riuscire a vedere l’altro, connettersi con l’altro, anche in un momento difficile.

Grazie per citare la fonte in caso di utilizzo (Federica Vignoli – Counselor Voice Dialogue ©2018)